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Il personaggio della novella è una donna libera, la cui spregiudicatezza non significa necessariamente dissolutezza, come viene spesso invece interpretato da una cultura di matrice moralista e cattolica. Carmen è una zingara ed in quanto appartenente all’etnia rom è una donna fedele al suo popolo e al suo uomo; si prende gioco dei potenti e dei perbenisti ridicolizzandoli ed è perfetta nella sua logica inattaccabile. La Carmen della novella è una figura modernissima: pensa come un uomo separando il sesso dall’amore, giocando col primo, ma tenendo ben riposto nel suo cuore il secondo. Gades demolisce lo stereotipo creato dal libretto dell’opera e plasma una figura che, scegliendo di farsi uccidere dal suo uomo resta libera fino alla fine. D’altra parte anche Bizet doveva confrontarsi con una platea borghese benpensante: il personaggio di Micaela perciò serviva ad identificare il pubblico femminile con l’antieroina, che soccombe sotto la forza assassina della rivale. Il momento di lotta tra le due sigaraie è uno dei momenti cui Gades è riuscito a dare la massima intensità scenica: usa i gruppi di donne come fossero dei gatti che si muovono da una diagonale all’altra del palco in una perfetta sequenza ritmica. La musica di Bizet è usata liberamente rispetto alla trama dell’opera venendo anche ripetuta più volte a seconda dell’uso che Gades intende farne. La coreografia viene risolta in un gioco ritmico fatto di parti cantate e palmas, colpi di bastoni e taconeo interrotti da silenzi carichi di una drammaticità inquietante. Il flamenco più autentico è l’unico vero protagonista della serata: nel finale, quando Carmen si prepara per andare alla corrida, gli elementi della tradizione che ancora non era comparsi sulla scena, come ventaglio, mantiglia, peineta e mandronera ci sono tutti, ma la Carmen di Gades non è “in maschera”, ma è la vera essenza del folklore spagnolo. La scenografia viene risolta da Antonio Saura creando inizialmente l’espediente della sala prova con gli specchi sullo sfondo e poi posizionando tavoli e sgabelli in legno che ricordano molto i colori delle taverne fumose e chiassose. Anche gli abiti sono molto semplici, fatta eccezione per il torero. Sponsorizzata dalla Fondazione di Antonio Gades, la Compagnia è attualmente diretta da Stella Arauzo, che in passato ha danzato con Antonio Gades subentrando a Cristina Hoyos nell’interpretazione di Carmen. Nella serata bresciana corpo di ballo, solisti, musicisti e cantanti sono stati tutti egualmente perfetti nei loro ruoli: Vanesa Vento nella parte principale, Angel Gil nei panni di Don José, Jairo Rodriguez in quelli del torero e Miguel Angel Rojas interprete del marito. Applauditissimi Angela Nùnez come cantaora e i chitarristi Antonio Solera e Camaròn de Pitita. Il numeroso pubblico che ha avuto il privilegio di assistere a questa magnifica serata, la ricorderà senz’altro a lungo per l’altissimo livello tecnico, artistico e interpretativo.
Sonia Baccinelli 2 marzo 2012
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