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Lunedì 23/03/2009
 
 

Teatro Filarmonico di Verona (24/02/2009)

 
  (Archivio)  
 

Jurgita Dronina, prima ballerina del Royal Swedish Ballet, stella del Don Chisciotte

 
 
 
     
   
Jurgita Dronina
       
   
  Jurgita Dronina
   
 
 

Dal 19 al 24 febbraio al teatro Filarmonico di Verona è andato in scena Don Chisciotte, il balletto liberamente ispirato al romanzo di Cervantes su musica di Minkus diretta, per l’occasione, da Ivan Anguélov.

 


 

 
     
 

La coreografia della direttrice del corpo di ballo veronese, Maria Grazia Garofoli,  è stata liberamente modificata mantenendo alcuni pezzi di Petipa. L’allestimento scenografico di Giuseppe De Filippi Venezia già utilizzato nella precedente edizione di qualche anno fa, resta sempre molto bello; meno belli, rispetto alla precedente edizione, i costumi soprattutto quelli delle donne su tonalità rosa e azzurri che poco echeggiano l’idea della Spagna.

 

 
 

La scena del prologo si apre sul terrazzo della casa di Don Chisciotte in Spagna, in un piccolo villaggio nella regione della Mancia, dove due donne, credendo di porre fine alle stranezze del loro padrone, stanno accatastando tutti i suoi libri per liberarsene, approfittando del fatto che lui sia fuori per una passeggiata.
Arrivano il curato ed il barbiere, i quali, rendendosi conto delle intenzioni delle donne, ridono alle loro spalle della loro ingenuità, soprattutto dopo aver visto l’argomento dei libri.
Anche Don Chisciotte rientra e, intuendo subito quanto sta succedendo, cerca di radunare tutti i suoi amatissimi libri e di salvarli dalle cattive intenzioni degli altri, ma lo sforzo è troppo grande per lui e si sente mancare. Il cavaliere viene soccorso e, messo a riposare, legge uno dei suoi amatissimi libri, anche se il sonno sopraggiunge ben presto. Don Chisciotte sogna: un’ultima grande avventura.
Il primo atto è ambientato nella piazza di un piccolo paese dove Basilio, un giovane aitante, manifesta apertamente il suo amore per Kitri che i genitori vorrebbero invece sposa di Camacho; inutile dire che lei detesta il giovane destinatole dai genitori.
Basilio suona una serenata alla finestra dell’amata e, in pochi minuti, i due innamorati sono una nelle braccia dell'altro. L'idillio però è di breve durata perché gli amici sollecitano Basilio ad andare via.
Camacho, già vestito da sposo, controlla che tutto proceda nel verso giusto insieme al padre di Kitri. Per la festa entrano le danzatrici di tamburelli, la danzatrice di strada, i toreri e le sivigliane, gli ospiti d'onore, il torero Espada, il Curato e i parenti tutti. Infine arrivano anche Don Chisciotte, il suo fido scudiero Sancho Panza e lo scrittore.
Il corteo nuziale si è appena formato, ma ecco che appare un uomo avvolto da un mantello nero: è Basilio che finge di trafiggersi il petto con un pugnale. Tutti si fanno intorno all'infelice ragazza, ma tornando un po' in sé Basilio chiede a Kitri di soddisfare il suo ultimo desiderio: sposarlo in punto di morte.
Tutti i presenti chiedono a Camacho di acconsentire alle nozze e anche Don Chisciotte intercede allo scopo. Camacho acconsente e allora Kitri va vicino a Basilio, si mette in ginocchio e gli prende la mano. Il Curato dà loro la benedizione. Appena ricevuta la benedizione Basilio, agile e rapido, si leva in piedi e bacia Kitri, mostrando a tutti come il pugnale fosse fasullo e svelando l’inganno, ma ormai il matrimonio è stato celebrato ed è pienamente valido.
Nella versione della Garofoli, secondo e terzo atto sono stati notevolmente ridotti. Nel secondo atto Don Chisciotte chiede di essere accompagnato in una grotta dove incontra Montesinos, un vecchio che gli mostra gli altri abitanti di quel sinistro luogo, lasciandolo però presto solo.
Don Chisciotte si addormenta e sogna schiere di Driadi danzanti. Un amorino gli si avvicina, lo desta e lo conduce dalla loro regina, la quale a sua volta lo porta da Dulcinea che lo invita a danzare con lei. Sul più bello Dulcinea svanisce e con lei tutte le Driadi. Il sogno è finito, Don Chisciotte si sveglia veramente e, con sua enorme sorpresa, si ritrova tra le braccia la Dulcinea reale.
Del terzo atto è stato è stato presentato solo il passo a due di Kitri e Basilio che sulla piazza del villaggio festeggiano le loro nozze.
Jurgita Dronina, prima ballerina del Royal Swedish Ballet, è stata l’anima tecnica ed artistica di questo balletto: le sue prese en l’air sia nel primo che nel terzo atto sono state davvero spettacolari ed è stata in grado di mantenere la difficile posizione così a lungo da dare lei stessa l’attacco musicale al direttore dell’orchestra. Con queste premesse ci si sarebbe aspettati qualcosa di più nei fouettes della coda che sono stati tutti semplici, ma decisamente in asse e puliti.
Bravo anche Basilio, anche se il suo carisma è stato talvolta offuscato dallo smalto della Dronina.
Buone le dimostrazioni di Espada (Tommaso Renda) e Mercedes (Amaya Ugarteche) le cui interpretazioni hanno però hanno sofferto della coreografia della Garofoli che per stile si può collocare a metà tra un classico, neoclassico e contemporaneo.
Simpaticissimo e travolgente Massimo Schettini nel ruolo del monello.
L’entrata delle Driadi echeggiava l’atto delle ombre di Bayadere senza la difficoltà però degli arabesque a 90°; nelle variazioni di Dulcinea e della Regina sono stati ripresi alcuni passi del repertorio tratti ora da Giselle ora dalla variazione di Aurora del primo atto.


Sonia Baccinelli

 

 

 
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